L'incremento dei prezzi di inizio 2025: da cosa dipende?
Cari Soci,
intendiamo fornirvi un aggiornamento puntuale e concreto sugli incrementi di prezzo che stanno interessando le commodities energetiche in questo inizio di 2025. Nei nostri report energetici periodici avevamo già anticipato il tema ma oggi diventa fondamentale fare chiarezza, specialmente in ragione di un’informazione mediatica spesso carente o distorta che confonde ancora il mercato libero (quello delle aziende, per intenderci) con quello tutelato (ove sono collocati circa 12 milioni di clienti vulnerabili domestici).
Come abbiamo già imparato tutti, in Italia, il prezzo dell’energia e quello del gas procedono a braccetto a causa del mix di generazione nazionale ancora fortemente dipendente dalle fonti fossili e di un sistema di formazione del prezzo dell’energia nel quale quest’ultimo viene determinato, per quasi il 90% delle ore, dalle centrali termoelettriche a gas.
In un contesto strutturale come quello del nostro Paese e nel pieno di una transizione energetica che procede con notevoli intoppi, risulta fin troppo facile innescare la miccia sui prezzi, specialmente a fronte di un contesto geopolitico molto fragile e recentemente piombato in una vera e propria guerra commerciale legata ai dazi imposti dagli Stai Uniti d’America.
Ricordiamo a tal proposito che gli USA si configurano come il principale esportatore del GNL verso l’Europa e pertanto quello che sta accadendo oltre oceano non è per nulla distante dalle tasche delle nostre aziende e si aggiunge ad altre variabili inflazionistiche di seguito elencate:
- Drastica riduzione del livello degli stoccaggi, in primis europei (con il livello attestatosi sotto il 50%) ma anche nazionali (circa al 58%);
- Incremento dei consumi residenziali causa stagionalità;
- Scadenza dei contratti di transito del gas russo verso l’Europa;
- Azione speculativa di alcuni fondi che scommettono sul rialzo dei mercati, alterando i futures;
- Crollo della produzione rinnovabile a livello europeo e riduzione delle importazioni nazionali.
Ad oggi, sul mercato libero e quindi su tutto il mercato energetico che non riguarda i clienti vulnerabili domestici, il valore di mercato (netto, senza alcun costo aggiuntivo) dell’energia elettrica e del gas ha raggiunto rispettivamente un prezzo medio riferito al mese di febbraio di 0,155 €/kWh e di 0,58 €/smc, con un’incidenza sull’imponibile bolletta pari al 60%.
I suddetti valori si riferiscono al solo valore di mercato della materia prima, cui occorre aggiungere i costi di gestione di Power Energia (solo il 2,5% dell’imponibile bolletta), i costi passanti della bolletta (35% dell’imponibile bolletta), imposte ed Iva.
I numeri parlano chiaro: nelle nostre bollette non è il Fornitore ad incidere sul caro energia/gas ma è il contesto nazionale e sovranazionale che a distanza di tre anni dalla crisi energetica del 2022, non ha risolto le delicate questioni legate all’assetto dei mercati energetici europei, all’interno dei quali operiamo e rispetto ai quali occorre quindi fare i conti.
Dinnanzi ad un contesto del genere Power Energia non è stata a guardare e si è mossa segnalando alcune opportunità di risparmio per i grandi consumatori nella primavera del 2024, tramite operazioni di fixing parziale dei volumi che il contesto normativo ha reso possibile solo per i cosiddetti “clienti industriali”. In generale, sul lungo periodo, la strategia orientata alla conferma del prezzo variabile con spread minimi come quelli praticati dalla Nostra cooperativa, ha garantito un risparmio rispetto alle diverse migliaia di aziende che si erano impegnate con prezzi fissi con validità annuale.
Segnaliamo che il Governo sta valutando nuove azioni da mettere in pista per contrastare il caro energia che sino ad oggi appaiono indirizzate ai grandi consumatori (energivori, per intenderci) ed anche ad interventi di carattere strategico/operativo (quale ad esempio l’anticipo del riempimento delle aste della capacità di stoccaggio).
L’auspicio è che la morsa sul prezzo del gas e di conseguenza su quello dell’energia possa rientrare anche solo in parte, come conseguenza di accordi internazionali sul GNL e dell’attenuazione della morsa speculativa dei fondi internazionali che scommettono sul rialzo dei futures.
Nel frattempo vi chiediamo di tenere in considerazione il nuovo livello di prezzo ed i nostri prossimi aggiornamenti periodici.
Come Power Energia continueremo a segnalarvi ogni eventuale opportunità da poter cogliere, sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista tariffario.
Crediamo fermamente che oggi più che mai conti l’informazione trasparente e la garanzia di un Fornitore come Power Energia, che non sia mosso da extraprofitti o da dinamiche speculative ma unicamente dall’interesse dei propri soci.
