L’Assemblea di Confcooperative Roma, avvenuta lo scorso 22 Febbraio 2018, segna un turning point nel sistema cooperativo romano. Per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, presente attivamente ai lavori, finalmente, “il sistema cooperativo romano può ripartire dopo Mafia capitale”, evento che ne ha fortemente leso la reputazione e l’immagine, così come potrà ripartire l’amministrazione, ma “soltanto se baserà il suo impegno su valori quali legalità, trasparenza, e comunità; soprattutto se al centro di tutto verranno messe le persone e non gli interessi economici”.

Virginia Raggi, discorso introduttivo (foto di Francesca Salvati)
Virginia Raggi, discorso introduttivo (foto di Francesca Salvati)

L’intervento del Commissario: “Roma, vera capitale”

Dopo l’intervento introduttivo della Raggi, è intervenuto all’assemblea il Commissario di Confcooperative Roma, Andrea Fora, che negli ultimi tre anni ha coordinato i lavori per riordinare l’apparato di Confcooperative Roma dopo la malagestione che ne aveva compromesso l’operato. 

Commissario Confcooperative Roma, Andrea Fora (foto di Francesca Salvati)
Commissario Confcooperative Roma, Andrea Fora (foto di
Francesca Salvati)

Negli ultimi anni solo il 10% delle cooperative ha scelto di aderire a Confcooperative e i motivi sono molteplici, come ad esempio allentamento dei legami con il territorio o rapporto sbagliato con la politica. Secondo il commissario, quindi, la nuova classe dirigente avrà per le mani un compito non facile; “bisogna costruire una comunità di imprese che si distinguono per comportamenti virtuosi e trasparenti, animati da un profondo spirito mutualistico e solidaristico”.

Partecipazione, democrazia e trasparenza, dovranno per questo essere gli impegni che la nuova classe dirigente, alla guida dell’organizzazione nei prossimi anni, dovrà essere in grado di garantire. L’Assemblea non è altro che un punto d’inizio, la chiave di volta di un progetto ambizioso che vuole contribuire in modo fattivo alla vita della città. Secondo Fora, si deve lavorare “per contribuire a fare di Roma una vera Capitale, motore d’Europa, e per fare di Confcooperative Roma Capitale un modello di rappresentanza innovativo, giovane, dinamico e al passo con i tempi”.

La cooperazione in numeri

È fondamentale che questo avvenga perché, Confcooperative Roma, rappresenta un comparto significativo per l’economia della città; si tratta infatti del principale aggregatore di imprese cooperative attive in svariati settori, soprattutto in quello del welfare: 1 romano su 10 usufruisce dei servizi offerti dalle cooperative socio sanitarie di Confcooperative Roma. Inoltre, sono 440 le imprese che costituiscono il tessuto imprenditoriale offerto da Confcooperative alla città di Roma; imprese giovani ma anche longeve, di cui il 42,9% ha alle spalle anche oltre 20 anni di attività. I soci aggregati sono circa 82.220, mentre le persone a cui viene dato lavoro sono 35.000.

Importante e decisiva è inoltre la presenza di donne e giovani: il 59% degli occupati è donna, mentre la percentuale dei giovani aderenti con età inferiore ai 30 anni è del 7,5%.

Vincenzo Mannino, Segretario generale di Confcooperative (foto di Francesca Salvati)
Vincenzo Mannino, Segretario generale di Confcooperative (foto di Francesca Salvati)

Tutti gli ambiti della cooperazione

Confcooperative Roma è una realtà territoriale che mette al centro la persona offrendo strade al mercato e all’impresa. La sfida è rimanere impegnati nei vari settori dove si è già attivi, come per esempio l’agroalimentare e la pesca, il settore turistico e quello dei beni culturali e paesaggistici, il settore del lavoro, della logistica, del tempo libero e dello sport, i settori sociale e sanitario, i servizi alle imprese e alle persone, il facility management, i servizi all’impresa e alle persone, il consumo e il credito cooperativo. Roma rappresenta la quarta provincia italiana per fatturato, la seconda per numero di cooperative, e la prima per numero di occupati e di nuove cooperative nate nell’arco del 2017.

La cooperazione rappresenta, per questo, la forza tramite cui giocare un ruolo di strategica importanza nello sviluppo dei settori e quindi del territorio, promuovendo una cooperazione di alta qualità che aumenti il contributo al lavoro e allo sviluppo, grazie anche alla lotta contro l’illegalità e le false cooperative.

La nuova partenza del welfare

Il progetto di Confcooperative per la capitale punta principalmente sulla costruzione di un nuovo welfare a partire dall’ambito socio-sanitario, anzitutto salvaguardando e rafforzando l’accesso alle prestazioni sanitarie. Inoltre, la riforma del Terzo Settore e l’introduzione dell’impresa sociale costituiscono ulteriori driver di sviluppo sui quali investire. È proprio sul lavoro e sui giovani che bisogna puntare di più, e non a caso, nell’ultimo anno, oltre 100 giovani hanno costruito progetti d’impresa rendendosi protagonisti di percorsi in settori innovativi proprio grazie a Coopup: progetto dedicato alle start up di imprenditoria giovanile in cooperativa.

Il nuovo Presidente: “fare ciò che si dice e dire ciò che si fa”

Marco Marcocci, la nuova Presidenza (foto di Francesca Salvati)
Marco Marcocci, la nuova Presidenza (foto di Francesca Salvati)

Dopo tre anni di commissariamento, durante l’Assemblea, è stato eletto come nuovo Presidente Marco Marcocci. Il nuovo Presidente, romano, nato nel 1970 è già attivo da tempo nella cooperazione, nello specifico nell’ambito socio-sanitario. “Il mondo cooperativo non può essere subalterno alle istituzioni e alla politica ma deve essere proposta”. La cooperativa può rappresentare infatti l’unico strumento del quale può servirsi la politica per raggiungere quelle zone laddove questa è completamente assente. Il neo presidente ha continuato il suo discorso sostenendo l’impegno nel miglioramento delle relazioni interne ai territori e l’implementazione del settore cultura e turismo.

“Per evitare gli errori del passato” – secondo Marcocci – “sarà necessario puntare sulle persone giuste. Dobbiamo avere il coraggio di proporre la nostra reputazione e assumere comportamenti corretti ed essere persone che fanno quello che dicono e dicono quello fanno”.

Marco Marcocci, "essere persone corrette" (foto di Francesca Salvati)
Marco Marcocci, “essere persone corrette” (foto di Francesca Salvati)